Simboli in architettura del paesaggio


Un simbolo è un segno grafico che corrisponde a dei contenuti, che permette il riconoscimento di un certo oggetto, o di valore, di significato. In architettura, il simbolo è il metodo grafico attraverso il quale l’architetto rende leggibile e comprensibile un disegno in tutte le sue parti.


Quando si disegna un giardino, ci saranno alcune linee nette e geometriche che costituiscono la base di partenza, i contorni solidi e costruiti – pensiamo ai muri della casa, al muretto di confine, alle porte e ai recinti. Se esistenti, le pavimentazioni avranno un aspetto, anche nel disegno, duro e solido spesso rappresentate da linee dritte e ben marcate.


La vegetazione invece viene spesso rappresentata da linee più sinuose, naturali. I simboli che usiamo sono forme idealizzate e spesso la base di partenza è un semplice cerchio. Se pensiamo ad un albero, partiamo da questa forma che ne definisce la chioma con un cerchietto interno che descrive il tronco.

Aggiungendo linee più sinuose al contorno e trame di differenti consistenze e forme riusciamo poi a descriverne meglio alcuni aspetti, dando più informazioni, ottenendo caratteristiche più dettagliate tra cui la massa e l’ombra.


Disegnare la vegetazione può sembrare difficilissimo, in effetti la natura presenta milioni di dettagli molto intricati, ma con la pratica la mano diventa più veloce, si trova il proprio stile che non deve necessariamente essere iper dettagliato, come detto qualsiasi pianta può essere descritta semplicemente da un cerchio. Ma vediamo alcuni piccoli trucchi che è possible seguire per essere sicuri di disegnare correttamente o almeno di poter leggere un disegno di architettura dei giardini nel modo giusto.


1. La prima regola è quella di differenziare tra piante esistenti - disegnando il tronco con un pallino o cerchietto – e piante nuove – disegnando il tronco con il simbolo +.



2. Un’altra differenza è tra piante e alberi decidui – che perdono le foglie – e sempreverdi. I primi vengono comunemente disegnati in modo semplice seguendo il cerchio di base e aggiungendo qualche tocco di tronco e chioma se si vuole dare maggiore dettaglio. I sempreverdi si rappresentano con chioma più folta, o con linee convergenti al centro.



3. Anche lo spessore delle linee che usiamo, sia a matita che a inchiostro, è importante per descrivere l’importanza, la grandezza e l’altezza degli elementi. In generale, più un elemento è vicino all’osservatore, più la linea con cui è disegnato sarà evidente e spessa. Per esempio, in pianta, gli alberi saranno disegnati con tratto più spesso mentre le piante piccole sottostanti con tratto più sottile; i muri di casa dovrebbero essere descritti con linee nette e spesse, mentre le trame delle pavimentazioni, che sono dettagli importanti ma spesso fitti avranno un tratto fine, che dia l’impressione di che tipo di pavimentazione si tratta – ghiaia, cemento, mattone, etc – ma che non sovrasti su altre informazioni. Ogni elemento, se disegnato col giusto peso e tratto, contribuirà all’equilibrio della rappresentazione.



4. Un consiglio in più che ritengo utile conoscere, è cominciare il disegno sempre dagli elementi naturali, vegetali che spesso con chiome, foglie e fiori coprono e smussano i contorni netti dei vasi, dei muretti. Solo dopo si aggiungono, con l’aiuto di un righello, queste ultime linee rette e geometriche.


5. Quando abbiamo gruppi formati dalla stessa pianta, il giusto modo per rappresentarli è unire i cerchietti su cui ci basiamo e disegnare un’unica massa, che dia quindi l’impressione di gruppo. Infatti, nella realtà, i cespugli crescono man mano uno verso l’altro, creando intrecci e soprapponendosi.



6. Il colore è altrettanto importante e si aggiunge solitamente quando si vuole presentare il disegno a un cliente, situazione in cui serve massima chiarezza e precisione per comunicare al meglio l’idea progettuale. Il colore aiuta a dare l’idea delle tonalità scelte, dei fogliami, dei verdi, delle ombre.



7. In architettura dei giardini poi, si arriva a una fase in cui il disegno si fa tecnico, diventa più semplice possibile e subentrano, al posto di tratti e trame grafiche particolari, codici che vengono abbinati a ciascun materiale e specie botanica. Si torna quindi a disegnare le piante con semplici cerchi ai quali vengono abbinati dei codici alfanumerici o di colore che ne renda semplice la lettura in cantiere.



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